IRIDOLOGIA (SECONDA PARTE)

 

TOPOGRAFIA DELL’IRIDE

 

La topografia dell’iride è divisa in due parti:
1. topografia circolare;
2. topografia radiale o settoriale.

Sia la circolare che la radiale funzionano come il sistema dei meridiani e dei paralleli in geografia. Tutto ciò per consentire l’individuazione esatta dell’iride di una qualsiasi zona o settore.

 

 

TOPOGRAFIA CIRCOLARE:

L’iride si divide in due parti delimitate dal collaretto: la prima, zona pupillare, interna al collaretto, dove si distinguono normalmente altre due zone: quella interna, regione dello stomaco; quella esterna, zona intestinale. Il colore, solitamente nettamente diverso, le rende facilmente identificabili, nel caso così non fosse, è indice di problemi gastrointestinali o predisposizione ad essi.
La seconda parte, zona ciliare, esterna al collaretto, si suddivide a sua volta in altre due grandi parti, ciascuna delle quali in ulteriori altre due zone: la grande zona adiacente al collaretto contiene gli organi addetti alla circolazione del sangue e della linfa e i muscoli; la grande zona esterna adiacente al bordo ciliare, contiene gli organi per la trasformazione e produzione di energia e gli organi per l’eliminazione delle scorie del metabolismo (pelle, reni, ossa).
In conclusione, nella zona ciliare, procedendo dal collaretto verso la periferia, ci sono: la zona del sangue, cuore e linfa, ghiandole endocrine ed esocrine; la zona muscolare, comprendente la muscolatura volontaria striata e la muscolatura liscia degli organi interni (come il tubo gastrointestinale); la zona ossea, con una sottozona mesenchimale o zona delle mucose attive; infine la zona cutanea adiacente al bordo ciliare.
Mentre nella zona pupillare la suddivisione nelle due piccole zone dello stomaco e dell’intestino è fisicamente ben visibile, nella zona ciliare la suddivisione nelle due piccole zone e nelle quattro piccole zone è puramente ideale e non visibile fisicamente.

 

 


Le zone della topografia circolare:


Procedendo dalla pupilla verso la periferia dell’iride s’incontra il completo ciclo dei processi vitali:


1. Orlo pupillare: rappresenta la ricerca e la scelta del cibo.
2. Zona gastrica o prima piccola zona: il cibo scelto viene digerito e scomposto per essere digerito dall’intestino; rappresenta la capacità di digerire le difficoltà della vita.
3. Zona intestinale o seconda piccola zona: il cibo viene ulteriormente elaborato ed assimilato, perciò introdotto nel sangue; corrisponde all’intelligenza pratica in quanto a capacità di selezionare e fare proprie nuove esperienze.
4. Zona immediatamente adiacente al collaretto sul lato pupillare: flora intestinale nel suo complesso per un ulteriore scomposizione dei cibi; rappresenta la tolleranza, la capacità di socializzare.
5. Collaretto: Corrisponde all’equilibrio neurovegetativo; rappresenta, in chiave psichica, all’equilibrio comportamentale ed emotivo.
6. Zona adiacente al collaretto sul lato ciliare: corrisponde alle numerosissime piccole ghiandole disseminate nel tubo gastrointestinale per migliorare la digestione; rappresenta la capacità di dosare le proprie forze ed utilizzare al meglio le proprie qualità nell’attività quotidiana.
7. Zona emo-linfo-ghiandolare o zona della nutrizione cellulare o terza piccola zona: organi addetti al rifornimento energetico della batteria cellulare (apparato circolatorio, linfatico, il pancreas, il rene, la prostata, il cervelletto, il laringe); rappresenta la capacità di ricordare e rendere proprie le esperienze vissute, per vivere con il minimo sforzo ed il massimo risultato. Si riconoscono i valori essenziali della vita.
8. Zona del movimento o zona muscolare o quarta piccola zona: i muscoli con la loro capacità di utilizzo e trasformazione di gran parte dell’energia accumulata dalle cellule degli organi (ipofisi ed epifisi, tiroide, pleura, naso, midollo allungato, mesencefalo e cervelletto, vie biliari inferiori ovvero coledoco, dotto cistico e cistifellea, utero, vescica); rappresenta la capacità di agire, mantenendo l’autocontrollo.
9. Zona strutturale o zona delle ossa o quinta piccola zona: maggior parte delle ossa del corpo con raffigurazione degli organi capaci di formare o rigenerare le forme e le strutture corporali (tiroide, il talamo e l’ipotalamo, le ovaie e i testicoli, l’utero, la vescica, la cistifellea); rappresenta la capacità di indirizzare consapevolmente la propria vita verso scopi “strutturali” come un lavoro benfatto, la famiglia....
10. Zona del mesenchima: inizio del deposito delle scorie provenienti dal metabolismo cellulare con la facoltà di eliminarle attraverso le feci, urine, sudore, respirazione; rappresenta la facilità di eliminare dalla mente esperienze spiacevoli o morbose.
11. Zona cutanea o zona degli emuntori o sesta piccola zona: organi che derivano dal foglietto embrionale ectodermico, ovvero la pelle e il cervello. Si noti che la forma del cervello ricorda quella dell’intestino ed in effetti il cervello elabora e assimila emozioni e pensieri come l’intestino fa con gli alimenti. Oltre alla pelle ed al cervello vi sono altri organi appartenenti alla piccola zona (naso e seni paranasali, rene e vescica, fegati, bronchi e polmoni, orecchio, vagina, retto, tiroide); rappresenta la capacità di liberarsi da emozioni negative, ottimismo, apertura senza preconcetti alla vita.


TOPOGRAFIA RADIALE O SETTORIALE

Nella topografia radiale l’iride si suddivide a fette tagliando tutte le zone iridee, consentendo così di localizzare singoli organi ed apparati. Questa suddivisione è rappresentata da 16 linee funzionali che uniscono aree diametralmemte opposte ma riflessologicamente connesse. Praticamente ogni linea rappresenta una funzione organica complessa e fraziona l’iride in 32 settori. Ogni settore viene a sua volta diviso in 6 territori da 6 linee concentriche, ottenendo così (16x6) 96 territori. Ciascuno di essi si indica nominando la piccola zona di appartenenza. Le linee funzionali fondamentali sono due, fra di loro ortogonali, e consentono di suddividere l’iride in quattro quadranti uguali:


1. La linea cranio-podalica, va dal minuto 0 al minuto 30.
2. La linea collo-nuca, (detta anche tracheo-ilare) dal minuto 15 al 45.


I quattro quadranti uguali situati al di sopra della linea tracheo-ilare, corrispondono alla parte superiore del corpo; mentre i quadranti sotto alla parte inferiore del corpo. I quadranti nasali superiori e temporali rappresentano la parte anteriore del corpo, i temporali superiori e nasali inferiori la parte posteriore.

 


L’OSSERVAZIONE DELL’IRIDE

L’osservazione professionale dell’iride si avvale tradizionalmente di un iridoscopio, dove il paziente seduto appoggia il capo. Questo strumento possiede un sistema ottico che consente l’ingrandimento dell’iride sino a 30x o più ed è dotato spesso di un apparecchio fotografico atto a conservare le immagini a scopo di approfondire all’occorrenza diagnosi e studio della casistica.
Attualmente la classica macchina fotografica tradizionale tende ad essere sostituita da quella elettronica che sfrutta una piastrina magnetica capace di conservare l’immagine sotto forma di impronta elettronica invece della normale pellicola dall’impronta chimica. Quest’impronta elettronica giunge, attraverso un cavo, all’interno di un computer dove un’apposita scheda la decodifica trasformandola in segnali digitali che danno sul monitor l’immagine del computer.
L’immagine quindi digitalizzata può a sua volta subire ulteriori ingrandimenti e cogliere particolari non visibili ad un esame non così ravvicinato. Inoltre mediante appositi programmi, il computer analizza i colori e le irregolarità dell'iride procedendo già ad un’interpretazione diagnostica automatizzata.
Le immagini memorizzate possono essere così utilizzate a scopo di studio e confronto sia su casistiche similari che dopo un periodo di cura dello stesso paziente per valutare al meglio i risultati conseguiti.


IRIDOLOGIA E TERAPIA OMEOPATICA

Tradizionalmente l’iridologia, alla quale spetta l’unico compito di fornire importanti informazioni per la scelta della terapia, e connessa in modo del tutto particolare con l’omeopatia. La prima pubblicazione sull’iridologia, in lingua tedesca ad opera di Peczely, avvenne su una rivista omeopatica. Si aggiunga inoltre che praticamente da sempre, e quindi anche oggi, la maggior parte degli iridologi sono medici omeopatici.
La procedura da seguire per la scelta del rimedio omeopatico è molto semplice: una volta rilevato l’organo o l’apparato con i maggiori segni patologici, ci si indirizza alla categoria di prodotti omeopatici specificatamente indicati per quest’organo o apparato.
All’interno di tale categoria si selezionano poi i rimedi che meglio si confanno ai sintomi presentati dal paziente. Ovviamente una buona conoscenza del vasto panorama di prodotti omeopatici presente oggi sul mercato aiuta in maniera determinante per una corretta terapia da proporre al paziente. Per chi inizia, e non è ancora esperto è consigliabile ricorrere all’uso dei “rimedi complessi”: essi non sono altro che un insieme di singoli farmaci omeopatici mescolati in una stessa confezione al fine di utilizzare le proprietà terapeutiche di ciascuno di essi per uno scopo comune. Per esempio, il prodotto Aconitum composto contiene: Aconitum, Eucalyptus e Ipeca; questi rimedi sono molto diversi fra loro, con proprietà terapeutiche considerevolmente diverse, tuttavia essi hanno in comune la proprietà di agire molto bene sulle malattie da raffreddamento con rialzo brusco di temperatura e stato di prostrazione improvviso. Tale associazione o “complesso” stimola e amplifica il comune denominatore delle qualità terapeutiche dei tre rimedi in questione.
Sul mercato operano numerose ditte di valore, la maggior parte estere; con un po' di esperienza ci si può districare in base al rapporto qualità/prezzo sulla terapia ottimale. All’inizio è comunque consigliabile appoggiarsi ad una ditta di riconosciuta qualità sia da un punto di vista di efficacia dei suoi prodotti, sia per quanto concerne la sua capacità distributiva. In genere una buona ditta di prodotti omeopatici si contraddistingue per la cura dedicata all’istruzione e l’organizzazione gratuita di corsi di aggiornamento dei medici.


CONCLUSIONE

Le potenzialità diagnostiche e preventive dell’iridologia sono di enorme portata anche da un punto di vista sociale, l’evoluzione scientifica oggi ne riconosce ormai l’indubbia attendibilità ed efficacia. I rimedi proposti sono senza alcun rischio e di facilissima assunzione da parte di tutti. La preparazione per una sua corretta messa in pratica è di relativa semplicità, perché risponde a pieno soltanto alla logica naturale delle cose sia nella sua interpretazione, che appunto nelle sue risposte.

 

 

 

 

 

 

 

 

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A. Zampieri (14/11/04) - © A.C.N.R.