UNA DATA DA RICORDARE

 

Quando nell’aprile del 1980 comprai il libro “Psicobiofisica” di Marco Todeschini edito dalla MEB, collana “Ricerche d’avanguardia”, non avevo mai sentito parlare di “questo Todeschini”. Chi è mai costui, mi dicevo, che osa parlare nello stesso tempo delle tre nature fondamentali dell’uomo, magari senza nemmeno conoscere sé stesso?! O è un genio oppure è uno che si riempie solo la bocca di grossi paroloni ma poi, scavi, scavi e non trovi alcun costrutto. Ero molto curioso e volevo leggerlo in fretta, perché il suo titolo mi richiamava alla memoria la mia già quasi ventennale ricerca sulla natura umana dal punto di vista filosofico-religioso perché abbracciava lo stesso identico campo psicobiofisico che il Todeschini, con questo libro, mostrava sfacciatamente di aver del tutto acclarato! Mi sono ‘laureato’ all’università del ‘figlio dell’uomo’ e Dio, per Sua volontà, mi ha posto il Suo ‘sigillo’: l’Intelletto Discriminativo, con un inchiostro indelebile forse per me particolare. Fatto è che la discriminazione intellettiva è il mio pane quotidiano e anche in questo particolare caso le domande mi nascevano spontanee mentre leggevo (fagocitavo) il libro di Todeschini. Però, diversamente da tutte le altre precedenti letture scientifiche, che alla fine mi avevano sempre lasciato un certo che d’amaro in bocca per l’insoddisfazione, questa lettura incominciava a farmi sentire un po’ di nettare per le risposte che trovavo a mano a mano che proseguivo e approfondivo. Più leggevo e più la mia bocca restava aperta e il respiro quasi si bloccava. Ero meravigliosamente sbigottito. In poco tempo lessi tutto il libro. Mi fermai a meditarlo, rimuginarlo e a collegarlo alle mie ricerche. Più ci pensavo e più la cosa mi convinceva. Lo lasciai qualche giorno, cercando di non ripensarlo, ma la lingua batte dove il dente duole. Ero sempre lì con la testa. Mi decisi di rileggerlo con calma, andando a verificare e controverificare tutto ciò che stava nelle mie possibilità. Alla fine trovai l’opera semplicemente geniale! Allora telefonai al professore per avere un approccio e chiedere alcuni chiarimenti. Mi rispose al telefono la figlia di Todeschini e fu molto gentile. Il 7 giugno del 1980 ero, con mia moglie, in casa dello scienziato. I chiarimenti furono molti e vari. Spiegai lo scopo delle mie ricerche: chiarire, ma soprattutto chiarirmi, com’è che l’uomo e la materia sono la manifestazione di Dio.

 

Nell’uomo la cosa è eclatante e comprensibile, nella materia invece faticavo a vederLo e non riuscivo a capirne il meccanismo. Come poteva la scienza, così spezzettata in tantissimi rivoli e specializzazioni scollegate, trovare l’essenza unitaria della natura se non riusciva nemmeno a trovare l’unità all’interno di un suo solo ramo scientifico? Impossibile!

Possibile che il disegno unitario del Cosmo, mi domandavo, si debba disperdere in tante incongruenze velleitarie di sciocchi scienziati, buoni a riempirsi la bocca di paroloni?

Mi dicevo che probabilmente la ragione per cui l’uomo non è consapevole della sua Essenza Divina è perché la sua psico-bio-fisica l’ottunde, l’oscura e lo distrae con i sensi.

 

Il professore non fu esattamente daccordo con me, del resto me lo aspettavo. Per me era importante aver capito che la sua ‘Psicobiofisica’ e la sua ‘Teoria delle Apparenze’ era la giusta base scientifica che andavo cercando per sviluppare moltissime affermazioni del Vedanta e dei Vangeli in merito all’uomo e alla natura. Anche se non eravamo perfettamente allineati sulle ‘conseguenze’ della sua magnifica teoretica, eravamo però daccordo sul fatto che io applicassi la sua Scienza Unitaria Fisica alla Scienza Unitaria Teologica, occidentale ed orientale. Per questo lo ringraziai di cuore e, per avere una sua ‘dritta’, ritornai più volte a trovarlo quell’anno. Poi la vita mi distrasse per alcuni anni, fino a che seppi della sua morte. Oggi voglio ringraziarlo di tutto cuore per il bene che ha fatto non solo a me, ma a tutta l’umanità. Quest’anno la classe ‘scientifica’ probabilmente ricorderà il centenario della ‘relatività’ di Einstein. Secondo me fa bene, perché sono convinto che si debbano ricordare anche gli errori, per non ripeterli. Bisogna ricordare che il 1905 l’umanità è stata abbindolata da una pseudorelatività che ha avuto il solo pregio di rallentare il cammino della conoscenza che porta alla saggezza dell’essere umano; mentre il professor Todeschini, che dimostrava a caratteri cubitali tutte le bufalate di Einstein, oggi pochi lo conoscono e ne ricordano la sua geniale opera, per poterlo degnamente commemorare. Sono però convinto che la Legge Eterna di Causa-Effetto saprà fare giustizia. E ciò mi consola e mi dà pace.

 

Per meglio illustrare lo sviluppo dell’opera di Todeschini fatto dal sottoscritto, riporto lo studio dell’Equazione Egoica, che nella Fisica Spaziodinamica lo scrivente ha assimilata all’Equazione di Schrödinger che regge le azioni tra onde e corpuscoli: cioè lo sviluppo dell’onda di una particella elementare (l’elettrone) in un Campo esterno di Spaziofluido-dinamico quale può essere quello centro-mosso nucleare atomico. Per meglio capire tale sviluppo l’interessato può studiare come il prof. Todeschini è arrivato alla famosa equazione dello scienziato austriaco Erwin Schrödinger (1887-1961) premio Nobel per la fisica nel 1933, applicando semplicemente il Princìpio Unifenomenico che si trova alla base della sua Scienza Unitaria. Consiglio di studiarlo direttamente dagli Atti dell’Ateneo di Scienze di Bergamo – Volume XXIX – 1955-1956.

L’equazione in esame è la seguente:

 

 

dal punto di vista fisico della spaziodinamica i simboli rappresentano:

 

ΔΨ = treno d’onde di particelle di spaziofluido.

8π2 = 8(3,14)2 = 8*9,86 = 78,88 una costante numerica arrotondata ai centesimi.

 

m = la massa corpuscolare dell’onda, ovvero la massa dell’Elettrone, la quale è 1/1800 della massa atomica dell’Idrogeno. Poiché possiamo considerare uguale ad 1 il Peso Atomico dell’Idrogeno, la massa dell’Elettrone sarà 1:1800 uma (unità massa atomica) cioè pari a 0,00055 uma, che possiamo considerare costante.

h = Intensità dell’Onda Spin Elettronico che permette le Interazioni fuori Campo.

Ep = Ec l’Energia potenziale del campo (Ep) risulta essere uguale all’Energia Cinetica dello Spaziofluido in oscillazione (Ec).

 

Et = Energia totale del campo = (Ep + Ec) = 2Ec;

Ψ = singola onda di un singolo corpuscolo, cioè di un solo Elettrone.

 

Invece di considerare un treno d’onde, consideriamone solo una di onda, sicché avremo che nell’equazione principale sparisce il Δ e l’equazione diventa:

 

 

Inserendo i valori delle costanti numeriche avremo:

 

 

Dividendo entrambi i due membri dell’equazione per lo stesso Ψ, avremo la seguente equazione:

 

 

Moltiplicando entrambi i due membri dell’equazione per lo stesso h2, avremo la seguente equazione:

 

 

Estraendo la radice quadrata di entrambi i membri dell’equazione si avrà:

 

        

                  

Poiché Ep = Ec, cioè l’Energia Potenziale è uguale all’Energia Cinetica dello Spaziofluido in oscillazione, e poiché Et = 2Ec si avrà:

 

     

                                                      

la quale permette di ricavare l’INTENSITÀ h dell’onda SPIN di un ELETTRONE in funzione diretta dell’Energia Totale del Campo e dell’Energia Cinetica ondulatoria ed oscillante della stessa onda-corpuscolo. Non solo, ma il numero negativo sotto radice ci indica la percentuale della suddetta differenza energetica che si proietta esternamente al Campo in esame, cioè la percentuale che permette le INTERAZIONI: Deboli e Forti, con gli altri Spin degli altri Campi energetici ambientali. Ma conviene proseguire nella riduzione della formula. Portando fuori radice la costante numerica si avrà:

 

 

che in valore percentuale diventa:

 

          

                                                     

dove:

Ec indica l’Energia Interattiva Risultante del Campo, che chiamo Ei

-  il segno ± indica che la sinusoide dell’onda dello Spin elettronico può essere positiva o

   negativa, cioè nascere convessa oppure concava;

-  il segno i indica un artifizio matematico che introduce i numeri complessi chiamati

   immaginari, perché non esiste un numero reale la cui radice quadrata sia un numero

   negativo.

Nulla però deve essere ‘impossibile’ in matematica, perché i simboli devono comunque avere un reale significato fisico oggettivo: non si possono mettere dei vincoli al pensiero!

Questi numeri, detti immaginari, sono usatissimi sia in Fisica che in tutte le altre Scienze sperimentali, perciò è normale avere in formula un’indicazione di numero immaginario, tanto più che esso è legato ad una percentuale indicativa, non ad un calcolo basilare da determinare con assoluta precisione.

 

A questo punto conviene lasciare la Fisica, pur tenendola sempre d’occhio, e addentrarci nelle speculazioni Metafisiche dello Spin Egoico, di cui il Lettore attento ne ha già una idea generale. In altre parole, per quanto ci interessa in particolare, h è quindi l’Intensità Egoica, la Potenza Espressiva-Creativa del mondo apparente-esistente di Maya che promana dal Triguna e dai Cinque Elementi fondamentali della natura, ed è parte di quella Forza che i Veda hanno chiamato Brahmanda. Dico parte perché è impossibile valutare la Pienezza e la Potenza dell’Infinito, è semplicemente inconcepibile, e pertanto non può rientrare in una qualsivoglia speculazione scientifica matematica. Ma non è questo il mio intento, perché per comprendere Dio bisogna EsserLo in tutti i sensi e a tutti gli effetti!

 

Dico solo che l’Ego è lo spin elettronico di ogni elettrone e che Todeschini mi ha aiutato moltissimo a capirlo e a spiegarlo con un sistema più consono alla mentalità scientifica.

 

Lo spin egoico è quindi l’onda singola, mentre l’Ego di una Forma, per esempio quella umana, è la risultante di tutti gli spin cellulari che vanno a costituire i corpi psicofisici dell’essere umano. In effetti, anche la singola onda Ψ, cioè il singolo spin finale della Forma, è un treno d’onda composto dalle onde di Odio, Ira, Invidia, Avidità e Attaccamento che, una alla volta o a gruppi, prevalgono sull’onda complessiva a seconda del karma individuale; comunque tutte le onde, chi più intensamente e chi meno, son sempre presenti nel treno risultante. Questo treno d’onda è da intendere in senso negativo, quindi è quell’onda di segno negativo(-) di partenza CONCAVA, di intensità e segno pari a:

 

 

(Intensità dell’Onda negativa Concava)

Anche la seguente singola onda Ψ è composta da un treno d’onde chiamato Verità, Retta Azione, Pace, Amore e Non Violenza che, una alla volta o a gruppi prevalgono sull’onda complessiva a seconda del karma individuale; comunque tutte le onde, chi più intensamente e chi meno, sono sempre presenti nel treno risultante. Questo treno d’onda è da intendere in senso positivo, quindi è quell’onda di segno positivo (+) di partenza CONVESSA, di intensità e segno pari a:

 

 

(Intensità dell’Onda positiva Convessa)

Il treno d’onda Ψ, cioè il nostro Ego, varia a seconda dell’Intensità h, che a sua volta varia a seconda dell’Energia Cinetica Ec risultante complessivamente dal Campo, cioè dell’Energia Cinetica dovuta al Centro-Mosso nucleare, meno l’Energia Cinetica della oscillazione dello stesso nucleo. Cioè Ψ e quindi h, varia a seconda dell’Energia detta Interattiva, già indicata più semplicemente con il simbolo Ei, ovvero:

 

 

che è appunto l’Energia Interattiva che unisce persone e cose tra loro, sia nel bene che nel male. La formula ci dice che SOLAMENTE IL 20% dell’Energia Interattiva interagisce esternamente al Campo-Corpo-Umano sotto forma di Onda Egoica, cioè di Spin Elettronico, il restante 80% resta nel Campo come Energia Vitale a sostentamento dello stesso. L’Energia Interattiva è quella che interagisce con tutti i Pensieri, Forti e Deboli, proiettati da noi e dagli altri. In altre parole, è quella energia che, unita al Pensiero e al Desiderio, va a costituire ciò che nei Veda viene chiamato con il termine anu, che vuol dire ‘indivisibile o ‘elementale’. E’ un granulo indivisibile di materia a forma sferica, tipo elettrone, molto energetico e luminoso, che può assumere una colorazione qualsiasi perché può essere più o meno suscitato e manipolato dalla volontà.

 

Nell’essere umano questo elementale può legarsi ad un pensiero forte, malefico oppure benefico, oppure a nessun chiaro e forte pensiero e venir semplicemente suscitato da un qualsiasi debole pensiero, in tal caso rimane solo come un debole e quasi innoquo elementale vagabondo che, in breve tempo, si autodistrugge confondendosi con l’ambiente oppure viene attirato dal primo polo affine che incontra il quale, se non lo rienergizza ulteriormente tramite la volontà rice-trasmittente, dopo un po’ l’annichilisce involontariamente nel suo stesso spazio mentale. Gli elementali sono come le onde-corpuscoli, più note come onde elettromagnetiche: le onde radio, le televisive, ecc., suscitate dal nostro Spin Egoico. Lo Spin Debole suscita, involontariamente elementali Deboli di vita molto breve che dal nostro spazio mentale fuoriescono in continuazione, perché continuamente la nostra mente produce pensieri deboli ed insignificanti che si accavallano. Gli elementali legati a tali deboli pensieri appaiono esternamente alla persona che pensa come una proboscide che fuoriesce dalla fronte, in mezzo alle due sopracciglia. Tendono ad autodisperdersi nell'ambiente circostante pur essendo legati a desideri, però anch'essi deboli.

 

Invece lo Spin Forte suscita volontariamente elementali Forti di vita lunghissima, così lunga da accompagnare il produttore ricevente-trasmittente anche nelle vite successive, perché va a conformare e a concreare il karma individuale dei ricetrasmettitori umani. Gli elementali Forti vengono suscitati da forti desideri e pensieri resi anch'essi forti dalla continua presenza-insistenza unidirezionale degli stessi, nello spazio mentale trasmittente. In tal modo essi divengono fortissimi perché entra in gioco la Volontà , che rende gli elementali così potenti da superare addirittura le barriere dello spazio-tempo. Perciò è necessario saperli manovrare e manovrarli solo con Amore, quindi solo a fin di bene!

 

Diversamente, se si creano elementali forti cattivi, si possono avere ritorni degli stessi con potenza settuplicata dai sette chakra del ricevente non allineato alla frequenza d'onda del cattivo elementale, e spesso il ritorno è mortale per l'incauto trasmettitore! Creare gli elementali cattivi forti può fare addirittura discendere la Scala Evolutiva, invece che far ascenderla, come naturalmente avviene solitamente. Creare elementali forti e cattivi va contro le nature animali ed umane, infatti evidenzia una natura fortemente diabolica!

 

Vorrei mettere in evidenza il fatto che nell'equazione dell'Intensità dello Spin Egoico, sotto il segno di radice, oltre ad esserci un valore percentuale già spiegato prima, c'è il valore negativo che viene indicato fuori radice coi numeri immaginari. Ebbene, questo valore, detto 'immaginario', secondo me indica il fatto che l'ego, e comunque tutto ciò che grazie ad esso si manifesta come creazione universale, è solo, diciamo così, 'immaginario', ma in tal caso non più in senso matematico ma in senso vedantico. Sappiamo, infatti, che Tutto è Brahman ma tutto è rivestito di Maya, apparenza immaginaria, il 'lila' (gioco) di Dio!

 

In Fisica l'Interazione viene differenziata in  Forte, Debole ed Elettromagnetica, ma in effetti c'è solo un'Interazione Fluidodinamica, come dimostrato molto ampiamente dal nostro Professor Todeschini. In altra parte dello scritto si è parlato del Triguna e della identificazione di questo con le particelle a, ß e ?, indicando tale identità con il termine molto esoterico di Trisula (il Tridente di Shiva). Ebbene, voglio far notare questa identità del Triguna e quindi del Trisula, con il corrispondente "Trivettore Universale" di Todeschini. Infatti, le Forze ortogonali del Trivettore sono le stesse assimilabili al Triguna e quindi al Trisula. “Quando le masse planetarie hanno l’asse inclinato rispetto al Campo Rotante Centro-Mosso, esse sono soggette, per Effetto Magnus, ad una spinta T che può essere scomposta nelle tre componenti ortogonali”, scrive il Professor Todeschini.

Lo scienziato ha chiamato questa spinta risultante T  ‘Trivettore Universale’, che risulta così determinata:

 

Fz = Ez   è la Forza SEMPRE VERTICALE al Campo; è la Forza Elettrica.

 

FY = HY è la Forza SEMPRE COMPLANARE al Campo; è la Forza Magnetica.

 

Fx = Gx è la Forza SEMPRE DISCENDENTE verso il Centro-Mosso del Campo ed è la Forza Gravitica.

 

La natura delle qualità primordiali, i Guna, durante la Manifestazione dell’Universo, sono le seguenti:

 

   il Sattva è dotato della sola direzionalità ascendente e di equilibrio autostabilizzatore;

   il Rajas è dotato di sola direzione orizzontale piana (espansione-determinazione);

   il Tamas è dotato della sola direzione discendente (precipitazione-condensazione).

 

Come si può notare, le definizioni vedantiche dei Guna corrispondono perfettamente alle definizioni Spaziodinamiche date dallo stesso Ing. Todeschini alle Forze componenti del Trivettore Universale. Pertanto, queste tre Forze, ovvero il Trivettore Universale, rappre-sentano proprio i Tre Guna, ossia il Triguna quindi il Trisula. L’Oscillazione del Nucleo, che coincide con la manifestazione del Trivettore Universale che si concretizza nella ma-nifestazione del cosmo nonché dello Spin Elettronico della Forma Cosmica e di tutte le forme; coincide con Nataraja, altro nome di Dio-Creatore: la Danza Cosmica di Shiva!

 

La formula che riporto è per chiudere il ragionamento Metafisico collegato a quello Fisico. Chi fosse interessato ad approfondire può trovare tutta l’opera omnia del Professore con una certa facilità: basta fare una semplice ricerca su Internet.

Vediamo, per concludere, la formula del Trivettore Universale della Spaziodinamica:

 

 

La proiezione del Trivettore T sul piano Y-Z dà luogo al bivettore elettromagnetico Em.

La proiezione del Trivettore T sul piano X-Z dà luogo al bivettore gravitelettrico Ge.

La proiezione del Trivettore T sul piano X-Y dà luogo al bivettore magnetogravitico Hg.

 

Si può dire e concludere, che:

 

 

perché da Isvara vengono proiettate nelle tre dimensioni ortogonali (H, L, P) di questo

Universo le tre forze-qualità chiamate con il termine Guna. L’Unità Isvara è la sintesi

della Trimurti, la triplice Forma, composta dalle ‘persone’ chiamate nell’Induismo:

 

 

oppure, e sono sempre le stesse ‘persone’, vengono chiamate nel Cristianesimo:

 

 

Il Lettore, a questo punto, dovrebbe già conoscere la struttura trigunica di Isvara, nella cui Unità c’è perfetto equilibrio degli stessi Guna fino a che il loro squilibrio non suscita il Nome e la Forma e, di conseguenza, i Cinque Elementi Sottili. Ma tutto ciò è stato già approfondito, pertanto ritengo perfettamente inutile dilungarmi oltre. Lascio ben volentieri al Lettore tutte le speculazioni contestuali che riterrà opportuno. Personalmente ritengo che la grande importanza di tutto ciò non sta solamente nel fatto di aver spiegato, con l’aiuto fondamentale delle dimostrazioni fisiche-matematiche-spaziodinamiche del Prof. Todeschini, come vengono collegate le onde esterne alle forme che esse rappresentano, cioè le forme egoiche, come e perché una percentuale (l’80%) si distribuisce e viene utilizzata come Energia Vitale all’interno dello stesso Campo-Forma-Corpo Fisico e solo una minima percentuale (il 20%) si proietta all’esterno ed Interagisce con altre similari Forme Egoiche, quanto e soprattutto nel fatto che viene bandita dalla Fisica e dalla cultura generale la falsa concezione che il mondo è un caos di eventi retti dalla legge delle probabilità; e viene invece confermato che, al contrario, esso è un insieme grandioso ed ordinato di fenomeni retti dalla Legge Eterna di Causa-Effetto.

 

Questo mi rassicura, perché ogni azione avrà la sua giusta e coerente reazione che, comunque, tende ad una mèta che raggiungerà, prima o poi, perché è la sua stessa essenziale natura. Questo fatto mi consola anche perché si stanno avverando, in tutti i sensi, le parole profetiche di Gesù Cristo: ‘Se gli uomini non parleranno, parleranno le pietre’; e la Spaziodinamica può dirsi essere la ‘pietra’ miliare che il prof. Todeschini, a squarciagola, sta gridando da più di mezzo secolo in tutto lo scibile: la Verità che coincide con il Messaggio Universale dell’Amore.

Lo scrivente è ben lieto di mettersi in discussione e a disposizione di chiunque abbia una critica costruttiva da fare o un suggerimento che possa sempre più e meglio chiarire il fine ultimo di questo scritto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Volontà: può essere intellettiva o intuitiva. E’ intellettiva quando è rivolta all’esterno, è intuitiva quando è rivolta all’interno. In tutti i casi, la volontà è la capacità discriminativa dell’Intelletto che si trova al di là della Mente, la quale è creatrice dello spazio-tempo quando proietta lo Spin Egoico all’esterno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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V. Troilo (14/05/05) - © A.C.N.R.